Anthropic ha rilasciato Claude Opus 4.7, il suo nuovo modello di intelligenza artificiale per uso generale, definito un passo avanti rispetto al predecessore Opus 4.6 ma ancora lontano dal modello più potente dell’azienda, Claude Mythos Preview. Il lancio arriva in un momento di grande attenzione pubblica verso le capacità dei modelli AI avanzati e, non a caso, si inserisce in un contesto più ampio che coinvolge sicurezza informatica, partnership strategiche e nuove politiche di accesso.
Le novità di Claude Opus 4.7
Dal punto di vista delle prestazioni, Opus 4.7 porta miglioramenti concreti su diversi fronti. Chi lavora quotidianamente con compiti di programmazione complessa troverà un modello in grado di gestire attività prolungate con maggiore coerenza e rigore, verificando i propri output prima di fornire una risposta e seguendo le istruzioni con più precisione. Non si tratta di un salto generazionale, ma di un affinamento che colma alcune lacune segnalate dagli utenti nelle settimane precedenti al lancio.
Tra le novità tecniche più rilevanti c’è il supporto a immagini ad alta risoluzione fino a 2.576 pixel sul lato lungo, oltre tre volte il limite dei modelli Claude precedenti. Il modello introduce anche un nuovo livello di sforzo chiamato “xhigh”, che si posiziona tra le impostazioni “high” e “max” e offre un controllo più granulare sul bilanciamento tra profondità di ragionamento e velocità di risposta. Anthropic sta inoltre testando in beta pubblica un sistema di task budget che dà agli sviluppatori maggiore controllo sul ragionamento del modello durante attività di lunga durata, e ha aggiunto un comando “ultrareview” in Claude Code per il rilevamento dei bug.
Da segnalare anche il tokenizer aggiornato, che migliora il modo in cui il modello elabora il testo, con il compromesso che lo stesso input può mappare a un numero leggermente maggiore di token rispetto al passato, nell’ordine di 1,0 a 1,35 volte a seconda del tipo di contenuto.
Il contesto in cui nasce questo rilascio è però altrettanto interessante dei dettagli tecnici. Nelle settimane precedenti, molti utenti avevano segnalato un presunto peggioramento silenzioso di Opus 4.6: un senior director di AMD aveva scritto in un post ampiamente condiviso su GitHub che “Claude è regredito al punto da non potersi fidare per eseguire complessi lavori di ingegneria”, alimentando speculazioni su un possibile “nerfing” deliberato del modello. Anthropic ha negato che eventuali modifiche fossero legate a un reindirizzamento di risorse computazionali verso altri progetti.
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Mythos Preview, sicurezza e il Cyber Verification Program
Nonostante i progressi, Anthropic non nasconde che Opus 4.7 non avanza la frontiera delle capacità dell’azienda. Nel system card del modello, la società ha scritto esplicitamente che Claude Mythos Preview ha ottenuto risultati migliori “su ogni valutazione rilevante”. In un grafico comparativo, Opus 4.7 supera Opus 4.6, ChatGPT 5.4 e Google Gemini 3.1 Pro su diversi benchmark fondamentali, ma rimane al di sotto di Mythos Preview, che Anthropic ha scelto di rilasciare solo a un gruppo selezionato di organizzazioni per ragioni di sicurezza.
Questo gruppo include aziende come Nvidia, JPMorgan Chase, Google, Apple e Microsoft, coinvolte nell’ambito di Project Glasswing, la nuova iniziativa di cybersicurezza di Anthropic. Il progetto ha già innescato una serie di incontri ad alto livello tra membri dell’amministrazione Trump, CEO del settore tecnologico e dirigenti bancari riguardo ai rischi di sicurezza dei modelli AI avanzati. L’accesso è stato esteso a oltre 40 organizzazioni aggiuntive che gestiscono infrastrutture software critiche, e Anthropic si è impegnata a fornire fino a 100 milioni di dollari in crediti per Mythos Preview nell’ambito di queste iniziative, più 4 milioni di dollari in donazioni dirette a organizzazioni di sicurezza open source.
È interessante notare che, sul fronte della cybersicurezza, Opus 4.7 segna un leggero regresso rispetto al predecessore: nei test di benchmark per la riproduzione di vulnerabilità informatiche ha ottenuto il 73,1%, contro il 73,8% di Opus 4.6. Secondo Anthropic, questo è in parte dovuto alle nuove salvaguardie integrate nel modello, che rilevano e bloccano automaticamente le richieste legate a usi vietati o ad alto rischio. La logica dichiarata dall’azienda è precisa: testare le nuove protezioni su un modello meno capace prima di applicarle a Mythos, così da raccogliere dati utili in vista di un eventuale rilascio più ampio di quest’ultimo.
Per chi lavora legittimamente nella sicurezza informatica ricerca di vulnerabilità, penetration testing, red-teaming Anthropic ha lanciato il Cyber Verification Program, che permetterebbe di allentare alcune delle restrizioni introdotte per Opus 4.7. Tra i primi a testare il modello figurano aziende come Intuit, Harvey, Replit, Cursor, Notion, Shopify, Vercel e Databricks.
Opus 4.7 è disponibile da oggi su tutti i prodotti Claude, via API e tramite piattaforme come Amazon Bedrock, Google Cloud Vertex AI, Microsoft Foundry e GitHub Copilot. Il prezzo rimane invariato rispetto a Opus 4.6: 5 dollari per milione di token in input e 25 dollari per milione di token in output.
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