Il 12 aprile 2026 Booking.com ha subito una violazione dei dati che ha colpito un numero ancora imprecisato di clienti in tutto il mondo. Il colosso delle prenotazioni online, con sede ad Amsterdam e oltre 30 milioni di strutture ricettive nel suo catalogo, ha avvisato gli utenti interessati tramite email, comunicando di aver “notato alcune attività sospette che coinvolgono terze parti non autorizzate in grado di accedere ad alcune informazioni di prenotazione”.
Stando alla comunicazione ufficiale dell’azienda, i dati potenzialmente esposti includono nomi, indirizzi email, numeri di telefono e dettagli delle prenotazioni, oltre a qualsiasi altra informazione condivisa dagli utenti con le strutture ricettive. L’azienda ha però precisato che nessuna informazione finanziaria è stata compromessa e che gli indirizzi fisici non sono stati oggetto di furto. Come misura immediata, Booking.com ha aggiornato i codici Pin associati alle prenotazioni coinvolte, cercando di limitare i danni.
Nonostante questo, la società ha rifiutato di indicare quante persone siano state effettivamente colpite dall’attacco, una scelta che ha alimentato la frustrazione di molti utenti, numerosi dei quali si sono sfogati su Reddit condividendo le proprie esperienze e le email ricevute.
I rischi concreti e come difendersi
L’assenza di dati finanziari tra le informazioni rubate riduce il rischio di frodi bancarie immediate, ma non significa che il pericolo sia scongiurato. Le informazioni sottratte, come nomi, email e dettagli delle prenotazioni, sono esattamente il tipo di dati che i criminali informatici utilizzano per costruire campagne di phishing altamente credibili, capaci di ingannare anche gli utenti più attenti.
Un caso concreto, riportato da TechCrunch, riguarda un utente che ha ricevuto due settimane prima della comunicazione ufficiale un messaggio di phishing via WhatsApp contenente i propri dati personali e i dettagli di una prenotazione reale. Proprio questa accuratezza rende questi attacchi particolarmente pericolosi: quando un messaggio include informazioni autentiche, è molto più difficile riconoscerlo come una truffa. A medio termine, il rischio si estende anche a potenziali tentativi di estorsione o furto d’identità.
Booking.com ha chiarito un punto fondamentale su cui vale la pena soffermarsi: la società non chiederà mai ai clienti di condividere i dati della carta di credito tramite email, telefono, WhatsApp o SMS. Qualsiasi richiesta in questo senso va trattata come un tentativo di truffa. Oltre a questo, l’azienda raccomanda di installare un software antivirus aggiornato, di monitorare con attenzione le comunicazioni ricevute e di verificare lo stato delle proprie prenotazioni esclusivamente attraverso l’account ufficiale. In caso di dubbi o segnalazioni, il servizio clienti di Booking è raggiungibile 24 ore su 24.
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