Negli ultimi anni il tema dell’energia è tornato con forza al centro del dibattito tecnologico, l’enorme crescita dei data center, alimentata soprattutto dall’espansione dell’intelligenza artificiale e dei servizi cloud, sta infatti aumentando rapidamente la domanda globale di elettricità. Non sorprende dunque che diverse aziende e governi stiano valutando nuove soluzioni energetiche, tra cui anche il nucleare di nuova generazione.

In questo contesto arriva una notizia particolarmente significativa, la startup energetica TerraPower, fondata e sostenuta da Bill Gates, ha ottenuto l’autorizzazione per avviare la costruzione di un nuovo reattore nucleare negli Stati Uniti.

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Via libera alla costruzione del reattore nel Wyoming

Il progetto ha ricevuto l’approvazione ufficiale della U.S. Nuclear Regulatory Commission, l’ente federale che supervisiona la sicurezza nucleare negli Stati Uniti; grazie a questo via libera, TerraPower potrà procedere con la costruzione del reattore Kemmerer Unit 1, che sorgerà nello stato del Wyoming.

Si tratta di una decisione importante anche dal punto di vista storico, secondo quanto riportato è il primo nuovo progetto commerciale di centrale nucleare approvato negli Stati Uniti negli ultimi dieci anni. L’iter autorizzativo è stato lungo e complesso, e l’azienda ha impiegato anni per ottenere tutte le approvazioni necessarie prima di poter avviare la costruzione della struttura nucleare vera e propria.

Il progetto ha un costo stimato di circa 4 miliardi di euro, con una parte significativa dei finanziamenti provenienti dal Dipartimento dell’Energia statunitense.

Il reattore Natrium: come funziona

Il nuovo impianto utilizzerà la tecnologia Natrium, una soluzione che si discosta dai reattori nucleari tradizionali basati sull’acqua leggera. Nel caso del progetto di TerraPower, il reattore sarà infatti raffreddato con sodio liquido, una caratteristica tipica dei cosiddetti reattori veloci di quarta generazione; questo approccio consente di lavorare a temperature elevate senza la necessità di pressurizzare il sistema, semplificando alcune componenti strutturali e contribuendo potenzialmente a ridurre i costi di costruzione.

Un’altra peculiarità del sistema Natrium riguarda la presenza di un sistema di accumulo energetico basato su sali fusi, che separa fisicamente il reattore nucleare dalla turbina che genera elettricità. In pratica il reattore produrrà energia in modo costante a circa 350 MW, mentre il sistema di accumulo potrà rilasciare energia aggiuntiva nei momenti di picco, arrivando fino a circa 500 MW di potenza.

Questo tipo di configurazione potrebbe rendere la centrale particolarmente utile come complemento alle fonti rinnovabili, permettendo di compensare eventuali variazioni nella produzione di energia da solare o eolico.

Un nuovo combustibile nucleare

Il reattore Natrium utilizzerà inoltre un tipo di combustibile nucleare chiamato HALEU (High-Assay Low-Enriched Uranium), si tratta di uranio a basso arricchimento ma con una concentrazione di isotopo uranio-235 più alta rispetto a quella utilizzata nei reattori convenzionali. Questa soluzione consente di progettare reattori più compatti ed efficienti, un aspetto che rientra proprio negli obbiettivi dei nuovi progetti nucleari di quarta generazione.

Anche il sistema di raffreddamento contribuisce alla sicurezza complessiva, il sodio liquido ha infatti un punto di ebollizione molto elevato (circa 883 °C), caratteristica che permette di mantenere ampi margini di sicurezza e di utilizzare sistemi di raffreddamento passivi per spegnere il reattore in caso di emergenza.

Energia per data center e intelligenza artificiale

Il progetto di TerraPower arriva in un momento in cui la domanda energetica sta aumentando rapidamente anche a causa dell’intelligenza artificiale, i data center necessari per addestrare e far funzionare i modelli IA richiedono infatti quantità di elettricità sempre più elevate.

Non a caso, all’inizio del 2026 l’azienda ha annunciato un accordo con Meta per la costruzione di otto centrali Natrium, con una capacità complessiva di circa 2,8 gigawatt, destinate proprio ad alimentare infrastrutture legate all’intelligenza artificiale e ai data center.

Questo tipo di iniziative dimostra come il nucleare stia tornando al centro delle strategie energetiche di molte aziende tecnologiche, soprattutto in un contesto in cui la produzione di energia stabile e a basse emissioni diventa sempre più cruciale.

Un progetto ancora in evoluzione

Naturalmente il percorso non è ancora concluso, nonostante l’approvazione regolatoria e l’avvio della costruzione, il progetto dovrà affrontare diverse sfide tecniche e logistiche prima di entrare in funzione. Secondo le previsioni attuali, la centrale dovrebbe diventare operativa intorno al 2031, contribuendo potenzialmente a inaugurare una nuova fase per il nucleare negli Stati Uniti.

Come spesso accade quando si parla di energia nucleare, il dibattito rimane comunque acceso, i sostenitori vedono in queste tecnologie una soluzione per produrre energia senza le emissioni delle centrali a carbone o gas, mentre i critici continuano a sollevare dubbi legati alla sicurezza e alla gestione delle scorie radioattive.

In ogni caso, l’iniziativa sostenuta da Bill Gates rappresenta uno dei tentativi più concreti degli ultimi anni di rilanciare il nucleare di nuova generazione, in un momento storico in cui la domanda di energia, spinta anche dall’intelligenza artificiale, non mostra alcun segno di rallentamento.

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