Si avete letto bene. Colossus 2 è il nuovo supercomputer realizzato da xAI per Grok a entrare nella tanto attesa (e temuta) categoria dei cluster AI da 1 GigaWatt. Ad annunciarlo è lo stesso Elon Musk su X, confermando che il nuovo supercomputer destinato al training è entrato ufficialmente in funzione, divenendo appunto il primo a consumare così tanto, ma cercando di far segnare molti altri record in fatto di innovazione.
Ovviamente non si tratta solo di richieste energetiche, sicuramente impressionanti e forse preoccupanti visto che superano il consumo annuo di grandi città, ma soprattutto di potenza di calcolo, di rapidità di realizzazione e tecnologia applicate sul versante dell’alimentazione degli impianti. Ma vediamo insieme qualche dettaglio in più.
Colossus 2: un progetto ambizioso che però guarda già al futuro
Per chi non seguisse il settore, ricordiamo che xAI aveva già realizzato Colossus 1 per Musk (e Grok) nel 2024, con un gigantesco impianto collocato nella citta di Memphis, attualmente tra i più potenti in circolazione e operativo con un parco di oltre 220.000 GPU NVIDIA tra H200 e GB200.
Colossus 1 aveva stupito sia per potenza di calcolo che per tempi di realizzazione e un’infrastruttura tutta particolare che tra le altre cose prevedeva anche l’impiego di turbine a gas per eventuali problematiche provenienti dalla rete elettrica. Per avere un termini di paragone, Colossus 1 aveva già surclassato per potenza di calcolo sistemi come Frontier, Aurora e Microsoft Eagle.
Con Colossus 2 però si va nettamente oltre, possiamo dire su un’altra categoria di supercomputer. Il nuovo datacenter pensato per Grok infatti, porta la dotazione di GPU a quasi 550.000 unità NVIDIA (Blackwell GB300 e GB200), toccando un consumo annuale di 1 Gigawatt, praticamente più di quanto richiede una città come San Francisco.
Ma non finisce qui. Musk ha subito puntualizzato che per il mese di aprile è previsto il primo “upgrade” a 1,5 Gigawatt, puntando al traguardo dei 2 Gigawatt entro il 2027. A quel punto, le richieste in termini energetici diventeranno ancora più folli: pensate che una città come Amsterdam richiede circa 1,6 Gigawatt, mentre una metropoli come Los Angeles si attesa a 2,4 Gigawatt.
Da questa notizia si evincono almeno due cose. Che l’innovazione e lo sviluppo tecnologico nel settore dei datacenter AI sono in crescita esponenziale, ma lo sono anche le richieste energetiche e siamo sicuri che impianti di questa portata avranno in qualche modo un impatto sul territorio.
Al momento però l’importante sembra essere arrivare per primi, almeno in campo AI; la strategia di Musk punta evidentemente su velocità di realizzazione, prestazioni assurde e un’infrastruttura pensata anche per essere affidabile. Si tratta di soluzioni tecnologiche che a questo punto possiamo definire senza dubbio d’élite, se non altro perché avere accesso a queste risorse energetiche è un privilegio riservato sostanzialmente a pochi.
In tutto questo, l’unica considerazione che noi comuni mortali possiamo fare è: cosa avrebbe detto Doc Brown di Ritorno al Futuro dopo aver sentito le dichiarazioni di Musk?
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