L’aumento vertiginoso dei prezzi delle memorie sta mettendo in difficoltà tutto il settore dell’hardware, dai PC fino alle console. Anche Nintendo sta osservando da vicino la situazione, ma sembra pronta ad affrontarla senza ripercussioni immediate per i giocatori.

In un’intervista concessa al Kyoto Shimbun, il presidente della compagnia Shuntaro Furukawa ha affrontato il tema delle carenze dei componenti che ha colpito l’intero mercato e del possibile impatto sulla nuova Nintendo Switch 2, la console lanciata lo scorso anno e che ha raccolto l’eredità del sistema ibrido lanciato nel 2017.

Secondo Furukawa, Nintendo ha adottato una strategia di approvvigionamento a medio e lungo termine, accumulando in anticipo componenti essenziali per attenuare gli effetti della crisi. Il presidente ha per ora escluso un impatto diretto sulla redditività, anche se l’azienda resta vigile sull’evoluzione della situazione legata alla domanda di memoria da parte dei data center per l’intelligenza artificiale.

Ancora non sappiamo se Nintendo Switch 2 salirà di prezzo

Il tema centrale dell’intervista, che interessa soprattutto i giocatori, è stato l’eventuale aumento di prezzo di Nintendo Switch 2. Su questo punto Furukawa è rimasto cauto, dichiarando di non poter commentare al momento ipotesi, evitando così di confermare o smentire un futuro rincaro del prezzo di listino della console.

Quel che è certo è che, grazie alla strategia di approvvigionamento a lungo termine, Nintendo potrebbe contare ancora a lungo su scorte di LPDDR5X, una versione mobile della RAM DDR5, o su contratti di fornitura a prezzi fissi stipulati prima dell’esplosione della crisi. Il mercato delle memorie resta tuttavia instabile e molti analisti prevedono che la crisi possa proseguire fino al 2028 inoltrato.

Già prima della recente impennata dei costi, Nintendo si è vista costretta a rivedere le proprie strategie a causa dei dazi doganali imposti dagli Stati Uniti. Sebbene Switch 2 sia arrivata sul mercato al prezzo previsto, la prima generazione della console e i suoi accessori hanno subito dei rincari in alcuni mercati. Questi costi aggiuntivi hanno pesato sul bilancio dell’azienda giapponese, anche se la priorità di Furukawa resta comunque quella di ampliare la base installata del nuovo hardware.

Nintendo Switch 2 ha inoltre registrato dei risultati contrastanti durante le festività: in alcune regioni sono state vendute meno unità rispetto al lancio della Switch originale, mentre in Giappone la domanda continua a superare l’offerta. Nonostante tutte queste variabili, però, i fan di Nintendo possono dormire sonni tranquilli, almeno per ora: la nuova console non subirà rincari nell’immediato ma, se la crisi dovesse protrarsi, la casa di Kyoto potrebbe trovarsi costretta a rivedere la propria strategia.

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