TSMC ha annunciato un forte aumento della spesa in conto capitale nel 2025 – fino a 42 miliardi di dollari – in previsione dell’acquisizione di ulteriori contratti per la produzione di chip nel campo dei processori sfruttati dall’intelligenza artificiale.

La società taiwanese vuole evidentemente consolidare la propria quota in questo appetibile mercato, aumentando la produzione di chip a 2 nm quest’anno e impegnandosi a produrre in massa i chip a 1,6 nm per il 2026. Si tratta di un’ambizione che conferma le previsioni di molti analisti, secondo cui dopo il calo della domanda globale di silicio nel 2023, l’azienda asiatica riuscirà ad approfittare del rimbalzo delle richieste. Non a caso, poco fa TSMC ha comunicato di aver chiuso il quarto trimestre con un fatturato pari a 26,88 miliardi di dollari, in aumento del 37% rispetto all’anno precedente.

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I processori 1,6 nm e 2 nm

Cogliamo l’occasione per rammentare che i processori a 1,6 nm e 2 nm costituiscono le più recenti e richieste generazioni di semiconduttori.

In particolare, i processori 2 nm – originariamente ideati da IBM – permettono di sviluppare moduli ancora più piccoli e densi rispetto a quelli creati dalle generazioni precedenti, apportando significativi benefici in termini di efficienza energetica e di prestazioni (è di fatto possibile inserire fino a 50 miliardi di transistor in un chip più piccolo di un’unghia).

La tecnologia dei processori 1,6 nm è invece stata realizzata dalla stessa TSMC, promettendo dei miglioramenti ancora più significativi in termini di miniaturizzazione, prestazioni e efficienza energetica.

Le previsioni di TSMC sono molto ottimiste

Per il primo trimestre del 2025, invece, TSMC prevede un calo sequenziale dei ricavi, dovuto alla “stagionalità degli smartphone”, che tendono a concentrare le vendite soprattutto nella seconda parte dell’anno.

Se le previsioni della società dovessero rivelarsi corrette, significherebbe generare ricavi tra i 25 e i 25,8 miliardi di dollari, con un calo del 5,5% rispetto ai risultati dello scorso trimestre solare, ma in aumento sostenuto (+34,7%) rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Il dato che però risalta di più nelle analisi degli osservatori è un altro: l’azienda ha infatti annunciato di voler spendere fino a 42 miliardi di dollari di nuovi investimenti in conto capitale, rispetto ai 29,8 miliardi del 2024, rappresentando uno dei più grandi sforzi del settore, a livello globale.

Le dichiarazioni del top management

A confermare tale ambizione è il vicepresidente e CEO C.C. Wei, che ha dichiarato come il 2025 sarà “un altro anno di forte crescita per TSMC, con un fatturato in aumento di quasi il 20% in termini di dollari USA”. Secondo Wei, l’anno scorso si è assistito a una “robusta domanda legata all’intelligenza artificiale” da parte di acceleratori come GPU, ASIC e controller HBM per l’addestramento e l’inferenza nei data center. Un trend che non dovrebbe rallentare e, anzi, dovrebbe accelerare nel 2025 grazie alla forte impennata della domanda.

Wei ha poi specificato come il proprio nodo di processo N2 (2 nm) è sulla buona strada per la produzione in grandi volumi nella seconda metà del 2025 e che prevede che offrirà un miglioramento della velocità del 10-15% a parità di potenza rispetto alla tecnologia N3E, o un miglioramento della potenza del 20-30% a parità di velocità, e un aumento della densità di oltre il 15%.

Wei si è poi soffermato sulla propria tecnologia A16, che dovrebbe produrre i primi chip da 1,6 nm entro il 2026. Il nodo sarà disponibile con Super Power Rail, la versione di TSMC dell’approccio di erogazione dell’energia sul retro descritto da Intel, e sarà caratterizzato da un ulteriore miglioramento della velocità dell’8-10% a parità di potenza rispetto a N2 e da un ulteriore aumento della densità del 7-10%.

I nuovi impianti di produzione dell’azienda

Il top manager si è poi soffermato a parlare dei progetti di realizzazione dei nuovi impianti di produzione dell’azienda. Il primo stabilimento in Arizona è entrato in produzione ad alto volume lo scorso trimestre, utilizzando la tecnologia di processo N4 (4 nm) con un rendimento paragonabile a quello degli stabilimenti di TSMC a Taiwan ma, come confermato dalla stessa azienda, a costi significativamente maggiori (in sintesi, i chip prodotti negli USA costeranno di più rispetto a quelli prodotti in patria). Gli occhi degli analisti sono però puntati sui piani per una seconda e una terza fabbrica in Arizona, strutture destinate a operare con tecnologie più avanzate come N3, N2 e A16 (3 nm, 2 nm e 1,6 nm).

In Giappone, invece, un impianto a Kumamoto ha già iniziato la produzione di serie alla fine del 2024, mentre la costruzione di un secondo impianto è prevista per quest’anno. I piani per la prima fabbrica di TSMC in Europa proseguono, con l’impegno della Commissione Europea e del governo federale, statale e cittadino tedesco per il sito di Dresda, destinato alla produzione di chip automobilistici e industriali.

 

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