Telegram non sta sicuramente passando un bel periodo negli ultimi giorni. La società si trova nuovamente al centro dell’attenzione per presunte irregolarità nel numero di utenti attivi: l’Unione Europea, preoccupata che la piattaforma abbia fornito informazioni fuorvianti allo scopo di non rientrare nel mirino del Digital Markets Act, ha avviato un’indagine approfondita.

Secondo alcune fonti, il Joint Research Centre dell’Unione Europea sta attualmente analizzando i dati per verificare la correttezza delle dichiarazioni di Telegram sul numero di utenti attivi in Europa. Le cifre comunicate sembrano non coincidere con la realtà, sollevando diversi sospetti nei funzionari europei.

All’inizio dell’anno, Telegram aveva dichiarato di avere l’attivo 41 milioni di utenti nell’UE. Nel corso di questo mese avrebbe dovuto fornire un aggiornamento su questi numeri, ma l’azienda si è limitata solamente a dichiarare di avere “meno di 45 milioni di utenti attivi mensili medi in Europa”, senza fornire cifre precise.

Il fatto di aver specificato di avere meno di 45 milioni di utenti attivi ha il suo perché, poiché si tratta della cifra stabilita dalla Commissione Europea (pari al 10% della popolazione dell’UE) per stabilire quando una piattaforma viene considerata grande a tal punto da rientrare nelle direttive del Digital Markets Act, che come sappiamo impone alle grandi aziende di mettere in pratica determinati accorgimenti per favorire la competizione e mitigare il comportamento anticoncorrenziale.

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L’Unione Europea ha tutti gli strumenti per completare l’indagine

Mentre l’azienda continua a crescere e si avvicina velocemente al traguardo del miliardo di utenti attivi nel mondo, l’Unione Europea continua ad essere scettica sulle stime rilasciate da Telegram, con il timore che la società abbia volutamente sottostimato i numeri proprio per non dover rientrare nel Digital Markets Act.

Il Joint Research Centre ha già dichiarato di avere tutti gli strumenti necessari per stabilire con esattezza se i numeri dichiarati da Telegram corrispondono al vero o meno. Se l’azienda dovesse effettivamente avere all’attivo più di 45 milioni di utenti sul suolo europeo, scatterebbero direttamente le sanzioni previste dal DMA, con una multa pari a circa il 6% del fatturato medio annuo globale dell’azienda.

La situazione è ulteriormente complicata dalle recenti accuse penali contro il CEO di Telegram, Pavel Durov, arrestato in Francia nei giorni scorsi con l’accusa di complicità nella diffusione di materiale illegale all’interno della sua piattaforma, dovuta principalmente alla mancanza di moderatori. Durov è stato rilasciato su cauzione ed è obbligato a restare sul suolo francese fino al termine dell’indagine, che potrebbe seriamente mettere a rischio la reputazione dell’app rivale di WhatsApp.

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