L’implementazione tecnica del portafoglio europeo di identità digitale preoccupa analisti ed esperti che temono l’introduzione velata di un sistema in grado di sorvegliare i cittadini europei, violando la loro privacy.

Dall’annuncio dell’accordo finale sul progetto, più di 500 scienziati e ricercatori provenienti da 39 paesi e fondazioni come Mozilla hanno chiesto all’Unione Europea di rielaborare un documento Eidas (Electronic Identification, Authentication, and Trust Services) trapelato per affrontare queste preoccupazioni.

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L’identità digitale europea preoccupa esperti e analisti

Secondo quanto riportato il problema risiede nell’articolo 45 del documento che stabilisce che i browser web distribuiti in Europa devono accettare certificati digitali e chiavi crittografiche provenienti dall’UE e dai suoi paesi membri.

Secondo gli esperti ciò significherebbe che qualsiasi Stato membro dell’UE o Paese terzo, agendo da solo, è in grado di intercettare il traffico web di qualsiasi cittadino dell’UE.

L’attuale proposta espanderebbe radicalmente la capacità dei governi di sorvegliare sia i propri cittadini che i residenti in tutta l’UE fornendo loro i mezzi tecnici per intercettare il traffico web crittografato, oltre a indebolire i meccanismi di controllo esistenti su cui fanno affidamento i cittadini del Vecchio Continente.

La Mozilla Foundation ha rivelato che secondo le sue informazioni non sono state proposte modifiche specifiche all’articolo 45 e l’intero progetto andrebbe in votazione il 28 novembre senza la preventiva pubblicazione del documento.

Stando a quanto riferito la Commissione europea avrebbe ignorato le preoccupazioni, affermando non c’è alcun rischio di spionaggio del governo e nemmeno di violazione della riservatezza delle connessioni Internet.

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