Tra le iniziative più popolari in questa prima parte del 2021 rientra senza dubbio anche quella del Cashback di Stato, in virtù della quale è possibile ricevere un rimborso sugli acquisti effettuati nei negozi fisici con una carta di credito o di debito.

Archiviata l’iniziativa relativa agli acquisti natalizi, nel 2021 si è passati al piano vero e proprio studiato dal Governo per stimolare i pagamenti tramite sistemi digitali ma, come spesso accade, una volta fatta la legge si cerca di trovare il modo di aggirarla o, comunque, di applicarla con un po’ di “furbizia”, in modo tale da perseguire i propri interessi.

E così nelle ultime settimane le associazioni di categoria dei benzinai italiani hanno iniziato a denunciare quello che sta diventando un fenomeno preoccupante: sempre più persone, infatti, compiono ripetute micro transazioni, così da fare aumentare il numero complessivo di operazioni effettuate.

L’obiettivo di chi attua tale strategia è quello di scalare la classifica nazionale del Super Cashback (i primi 100.000 utenti, infatti, ricevono un premio in denaro aggiuntivo dell’importo di 1.500 euro).

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Sta per finire la festa per i furbetti del Super Cashback

A quanto pare, il Ministero dell’Economia avrebbe deciso di accontentare le associazioni di categoria dei benzinai, incaricando il team di sviluppatori di perfezionare il sistema attraverso un apposito algoritmo che sia capace di riconoscere le transazioni di valore molto contenuto (inferiore a 1 euro) e ripetute in un breve lasso di tempo.

Inoltre, potrebbero essere attuati anche delle verifiche da parte di PagoPa, la piattaforma che gestisce l’app IO, al fine di individuare le micro-transazioni e gli intestatari delle carte utilizzate.

Ricordiamo che tali micro-transazioni non sono vietate dalla normativa relativa al Cashback di Stato e, pertanto, chi mette in atto tale condotta non rischia una sanzione, eccezion fatta per l’esclusione dalla classifica per il premio di 1.500 euro.

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