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Amazon Echo ha registrato una conversazione senza permesso

Amazon Echo

Nonostante l’entrata nel mercato italiana di Amazon Echo sia molto vicina tanto che il colosso americano ha già avviato i primi beta test, un nuovo report molto sinistro ci dovrebbe mettere in guardia sul rispetto della privacy di questo genere di prodotti.

Una famiglia di Portland, Oregon, ha affermato che il loro Amazon Echo ha registrato una conversazione e poi l’ha inviata a una persona a caso nella loro lista dei contatti. Il tutto senza l’effettivo commando pronunciato.

La vicenda

Due settimane fa, la persona – un dipendente del marito – ha inviato loro il file audio delle loro chat (tutto ciò che viene registrato può essere ascoltato e cancellato dal proprio account) che aveva ricevuto dal loro Amazon Echo. Quando l’incidente è accaduto, la famiglia ha staccato tutti gli smart speaker ed ha contattato Amazon.

La risposta fornita dall’assistenza Amazon è la seguente: “Hanno detto che i loro ingegneri hanno esaminato i nostri registri e hanno visto esattamente quello che abbiamo detto, compreso un commando di invio inesistente“.

Le risposte di Amazon

In un commento più generico destinato all’intero pubblico dei media, Amazon ha affermato che

Amazon prende molto sul serio la privacy, abbiamo studiato l’accaduto e determinato che si è trattato di un evento estremamente raro, stiamo prendendo provvedimenti per evitare che ciò accada in futuro.

L’arcano mistero è stato poi spiegato dalla stessa Amazon:

Amazon Echo si è “svegliato” a causa di una parola riconosciuta nella conversazione sullo sfondo che assomigliava a come “Alexa”. Quindi, la successiva conversazione è stata ascoltata come richiesta di “invia messaggio”. A quel punto, Alexa ha detto ad alta voce “A chi?” A quel punto, la conversazione in background è stata interpretata come un nome nell’elenco dei contatti dei clienti. Alexa poi ha chiesto ad alta voce, “[nome del contatto], giusto?” Alexa ha quindi interpretato la conversazione in background come “giusta”.

Chiaramente non possiamo che credere ad Amazon non avendo altri dati da analizzare. Tuttavia, è abbastanza strano che una situazione del genere, con almeno 3 variabili molto rare (l’ascolto in background di parole che vanno a inserirsi precisamente nella formulazione del commando vocale), sia accaduta.

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