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Euro 6C, 6D Temp e 6D: facciamo chiarezza sulle norme antinquinamento

Euro 6C, Euro 6D-Temp e Euro 6D: scopriamo le differenze tra queste sottonormative antinquinamento in modo da comprendere con chiarezza cosa significano le sigle e perché è importante tenerne conto con l’acquisto di una nuova auto.

Le nuove norme Euro 6 antinquinamento si stanno “moltiplicando”, creando confusione in coloro che sono interessati ad acquistare una nuova auto. Euro 6C, Euro 6D Temp e Euro 6D: cosa significano queste sigle? Quali sono le differenze? Perché dovrebbero interessarvi? Andiamo a rispondere a queste e altre domande.

Euro 6C, Euro 6D Temp e Euro 6D

Molte case automobilistiche stanno al momento omologando i loro veicoli come Euro 6C, terza variazione delle normativa che ha debuttato nel 2014 (Euro 6), ma altre si sono spinte oltre, “avvicinandosi” alla Euro 6D di prossima introduzione e raggiungendo la Euro 6D Temp, una sorta di transizione verso quella definitiva. Ecco le date di entrata in vigore:

  • Euro 6C: obbligatorio su tutte le nuove auto vendute dal settembre 2018 e quelle omologate dal settembre 2017;
  • Euro 6D Temp: obbligatorio su tutte le nuove auto vendute dal settembre 2019 e quelle omologate dal settembre 2018 (tolleranza 110%);
  • Euro 6D: obbligatorio su tutte le immatricolazioni dal gennaio 2021 e sulle omologazioni dal gennaio 2020 (tolleranza 50%)

Ma perché vengono utilizzate tutte queste lettere al posto di passare direttamente a Euro 7? La risposta alla va ricercata nel “dieselgate“, lo scandalo delle emissioni scoppiato nel 2015, che ha portato i legislatori all’effettuazione di controlli più severi e alla concessione ai costruttori di fasi di transizione sostenibili.

Parola d’ordine: tolleranza

La strategia dell’Europa è quella di introdurre tolleranze più realistiche tra i consumi e le emissioni delle auto attraverso test di omologazione più attendibili in laboratorio (WLTP, che è andato a sostituire il precedente NEDC dall’Euro 6C del settembre 2017) e su strada (test RDE). Con il passaggio alle nuove sottonormative non ci si concentra più dunque solamente sul taglio delle emissioni di scarico (come da Euro 1 a Euro 6), ma su consumi e dati più realistici che vadano a mettere su strada veicoli che inquinano e consumano veramente meno.

Il passaggio definitivo a Euro 6D avverrà solamente nel 2020 e dovrà avvenire passando attraverso la normativa Euro 6D Temp, che dallo scorso settembre affianca al ciclo di omologazione i test reali su strada RDE. Questa sarà obbligatoria, come detto, dal settembre 2019, ma viste le differenze rilevate tra i test in laboratorio (WLTP) e quelli su strada (RDE), la fase Temp vedrà l’introduzione di una tolleranza del 110%.

E cosa succederà dopo l’Euro 6D Temp? Con l’Euro 6D (gennaio 2020 per le auto omologate e dal gennaio 2021 per tutte quelle in vendita) vedremo un abbattimento di questo limite di tolleranza, che scenderà al 50%. Ricapitolando:

  • con Euro 6D Temp c’è una tolleranza del 110% tra la misura in laboratorio (WLTP) e quella dei test su strada (RDE);
  • con Euro 6D la tolleranza tra queste due misurazioni scende al 50%.

Perché è importante conoscere le norme

Per il consumatore risulta importante conoscere questo genere di dettagli. Nel caso dobbiate acquistare una nuova auto dovreste tenere conto di quale norma antinquinamento rispetta: l’acquisto di un modello che anticipa le normative sulle emissioni permetterebbe di ritrovarsi molto più tranquilli nei confronti di divieti e restrizioni alla circolazione, anche previsti per il prossimo futuro.

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