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L’ossessione di scattare selfie adesso è un vero e proprio disturbo riconosciuto

Una serie di esperti della International Journal of Mental Health and Addiction è arrivato alla conclusione che l’ossessione di scattarsi sempre selfie in maniera compulsiva rappresenta un disordine mentale chiamato “selfitist“.

Con lo sviluppo della tecnologia mobile si sono moltiplicate le patologie di nuova generazione legate sia alla sfera emotiva che a quella fisica. Dall’accentuarsi del tunnel carpale per l’eccessivo utilizzo dello smartphone alla nomofobia, ovvero la paura di rimanere senza smartphone per troppo tempo, non è tutto rosa e fiori ciò che la tecnologia moderna sta introducendo.

La cosa divertente è che solo pochi anni fa, nel 2014, una bufala sosteneva che l’American Psychiatric Association (APA) aveva coniato il “selfitist” come nuovo disturbo mentale. Erano tutte notizie false allora, ma è reale ora.

La ricerca che mette a fuoco questo nuovo disturbo mentale è stata scritta da Janarthanan Balakrishnan della Thiagarajar School of Management di Madura, in India, e da Mark D. Griffiths della Nottingham Trent University di Nottingham, nel Regno Unito.

Tipicamente, quelli con la condizione soffrono di mancanza di fiducia in se stessi e stanno cercando di “adattarsi” a coloro che li circondano e possono mostrare sintomi simili ad altri comportamenti potenzialmente dipendenti.

Ora che l’esistenza della condizione sia stata confermata, si spera che ulteriori ricerche saranno condotte per capire di più su come e perché le persone sviluppano questo comportamento potenzialmente ossessivo e cosa si può fare per aiutare le persone che sono le più colpite.- Janarthanan Balakrishnan 

Insomma, l’ossessione compulsiva di scattare selfie adesso è veramente catalogata come ossessione compulsiva.

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