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I nuovi edifici dovranno per forza essere predisposti per le colonnine di ricarica elettrica

Lo sviluppo dell’industria delle auto elettriche in Italia ha ottenuto un balzo in avanti, anche se in maniera indiretta, grazie all’obbligatorietà di installare infrastrutture predisposte alle colonnine di ricarica su determinati edifici.

Il Dlgs 257/2016 e la direttiva europea 2014/94/UE che stabilisce i requisiti minimi in materia di realizzazione di infrastrutture per i combustibili alternativi obbligano le amministrazioni comunali a emanare un’ordinanza che vincola gli edifici (nuovi o ristrutturati di primo livello, residenziali e non, sopra i 500 metri quadri e di nuova costruzione, tranne gli edifici pubblici) a essere predisposti per ospitare una colonnina di ricarica per le auto elettriche.

Nel dettaglio, le infrastrutture per le colonnine di ricarica devono permettere la connessione di una vettura per ogni parcheggio coperto o scoperto o per ciascun box per auto presente nell’immobile.

Nonostante la scadenza sia fissata per il 31 Dicembre 2017, al momento solo pochi Comuni in Italia l’hanno inserita nei propri regolamenti edilizi. Fra i Capoluoghi di Regione, solo Milano, Torino, Bologna e Campobasso risultano adeguati.

I regolamenti edilizi aggiornati con questa nuova obbligatorietà hanno a monte il pieno supporto della UE che, entro il 2030, ha previsto che tutti i produttori dovranno ridurre del 30% le emissioni della propria flotta, ampliando allo stesso tempo di un terzo dell’offerta di veicoli a motore elettrico.

Si tratta di un forte impulso della UE per far si che le emissioni di CO2 vengano ridotte e che i vari Stati membri siano facilitati nel rispettare gli accordi di Parigi sul clima.

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