Smartphone

È possibile controllare segretamente Siri, Google Assistant e Alexa attraverso gli ultrasuoni

Il 2017 verrà ricordato molto probabilmente come l’anno in cui gli assistenti digitali hanno fatto la loro comparsa in maniera massiccia su moltissimi prodotti. Google ha portato il suo Assistant su tutti gli smartphone con Android 6.0 o successivo e all’IFA 2017 che si è appena conclusa sono stati presentati diversi smart speaker, spaziando da quelli di fascia bassa a quelli di fascia alta. La diffusione sempre maggiore di Alexa, Siri e Google Assistant però porta con se molta paura per la privacy e per la sicurezza.

Oltre ad avere degli speaker che sono sempre in ascolto e che non dovrebbero registrare nulla fino a quando non sentono le fatidiche hotword “OK Google”, “Hey Siri” o “Hey Alexa”, un recente studio ha dimostrato che questi dispositivi possono ricevere dei comandi particolari attraverso gli ultrasuoni.

Nè Siri, nè Google Assistant nè Alexa sono al sicuro

Alcuni scienziati della Zheijiang University cinese hanno dimostrato che, attraverso gli ultrasuoni, è possibile avviare degli attacchi hacker per far compiere dei comandi agli assistenti digitali. Il video che vi mostriamo qui di seguito mostra questa tecnica applicata a Siri installata su di un iPhone.

Gli scienziati che hanno scoperto questa falla hanno verificato il funzionamento anche su diversi altri assistenti digitali, compresi Google Now, Samsung S Voice, Cortana e Alexa. L’attacco mediante ultrasuoni è stato chiamato “DolphinAttack“.

Nonostante la sofisticatezza, il DolphinAttack  ha una portata limitata

I DolphinAttacks però possono essere portati a termine solo in determinate circostanze: in primo luogo bisogna essere vicini per far recepire gli ultrasuoni agli smart speaker o agli smartphone; in secondo luogo l’attacco deve essere attuato in un ambiente poco rumoroso, al fine di far recepire correttamente i comandi.

Insomma, è risaputo che l’avanzare della tecnologia non fa altro che far avanzare, di conseguenza e di pari passo, il livello tecnologico degli attacchi hacker.

Nella speranza che le grandi aziende riescano a trovare una soluzione, magari escludendo del tutto le frequenze degli ultrasuoni da quelle accettate per i comandi vocali, vi vogliamo ricordare che dei big 3 solo Siri al momento parla l’italiano, con Alexa e Google Assistant attesi entro la fine dell’anno.

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