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Altro che realtà virtuale… Fra 8 anni comunicheremo con la telepatia

La telepatia rappresenta una delle basi di molti film e molte serie di fantascienza. Essa infatti viene vista come una caratteristica che l’essere umano non solo non possiede ma che non potrà mai avere (infatti la maggior parte delle volte sono razze aliene a poterla sfruttare, come in Indipendence Day). Tuttavia, questo non è quello che pensa Openwriter.

Nata appena nel 2016, l’obiettivo di Openwriter e di Mary Lou Jepsen (ex responsabile della divisione Oculus di facebook che ha lasciato per fondare questa società) è quello di sviluppare una tecnologia in grado di permettere agli esseri umani di comunicare sfruttando proprio la telepatia.

Come se questo obiettivo non fosse già ambizioso, la roadmap di Openwriter prevede lo sviluppo completo di un prototipo funzionante al 100% entro 8 anni da ora.

Come funziona la tecnologia di Openwriter?

Il principio di funzionamento della tecnologia in fase di sviluppo di Openwriter prende spunto dalle macchine MRI a risonanza magnetica e onde radio. Al posto di individuare la massa ossea, la tecnologia di Openwriter “illumina” il flusso di ossigeno, con una luce ad infrarossi non nociva per la nostra salute. I vari cambiamenti nella circolazione sanguigna verranno poi tradotti, con l’aiuto di una AI, in pensieri e parole.

Openwriter non è la sola azienda nel campo della telepatia

Ricordiamo che Openwriter non è la sola azienda che ha l’obiettivo di sviluppare un sistema di telepatia per la comunicazione senza alcun senso fra esseri umani. Elon Musk e la sua Neuralink sta sviluppando un sistema di connessione uomo-macchina che ha lo stesso scopo ultimo.

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