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I social network creano più dipendenza di sigarette ed alcol

Uno studio dell’Università di Chicago atto ad analizzare il livello di dipendenza dei social network sulle persone, tenutosi su un campione di 205 individui tra i 18 e gli 85 anni, ha mostrato come questi nuovi media siano potenzialmente più dannosi di altri conclamati vizi.

Lo studio ha avuto una durata di una settimana ed ha analizzato il comportamento degli individui in relazione alla propria vita sociale online; il team per ben sette volte su 14 ore al giorno ha contattato gli individui chiedendogli se negli ultimi 30 minuti avessero avuto il desiderio di connettersi ad un social network, in caso di risposta affermativa è stato poi chiesto se tale desiderio sia stato assecondato. Inoltre è stato chiesto alle persone sottoposte al sondaggio di realizzare una propria scala di desideri “irresistibili”. Sono stati registrati in totale 10.558 contatti con gli individui in campione, tra i quali sono stati riportati ben 7.827 desideri di connettersi.

Secondo Wilhelm Hofmann, professore che ha condotto questa analisi, la gente è invogliata e non resiste al partecipare attivamente alla vita sociale online perchè non ci vede nessuno svantaggio; anche quando il soggetto ritenga che si possa resistere alla tentazione di connettersi al social network, potrebbe comunque assecondare il vizio, reputando che questa azione non abbia un costo. Al contrario le sigarette, l’alcol o anche il gioco d’azzardo, sono ritenuti più pericolosi sia in termini di salute che in termini pecuniari e l’individuo tende ad autolimitarsi, il problema del social network risede proprio nella sua innocenza, nella sua natura non malevola che induce chi ne è assuefatto a non alzare la guardia nei confronti del fenomeno, in quanto non ritenuto pericoloso.

Il pericolo e quindi anche il costo, sempre secondo Hofmann, è invece molto alto, in quanto la gente non si rende conto che la connessione al social network comporti una grandissima perdita di tempo, le persone vengono “depredate” del proprio tempo, e sappiamo quanto invece questo elemento sia prezioso, soprattutto al giorno d’oggi. Non bisogna essere degli affermati economisti per sapere che il tempo abbia in sè un vero e proprio valore economico intrinseco, questo è ben tangibile nei prezzi dei servizi offerti ai cittadini in qualsiasi settore, soprattutto ad esempio nel campo dei mezzi di trasporto e delle infrastrutture.

Come ogni conquista dell’uomo, anche questa non è quindi esente da eventuali effetti collaterali, rinunciarci, vietarlo o limitarlo sarebbe tanto stupido quanto anacronistico, sta quindi al buon senso di tutti noi riuscire a distinguere quello che è il limite tra un uso corretto ed un abuso, voi cosa ne pensate? Vi capita di non saper resistere a connettervi ad un social network?

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